AMBIENTALISMO SECONDO JONATHAN SAFRAN FOER

da “SE NIENTE IMPORTA, perché mangiamo gli animali ?”

“Ambientalismo:
Interesse per la conservazione e il ripristino delle risorse naturali e degli ecosistemi che sostengono la vita umana. Ci sono definizioni più grandiose che potrebbero entusiasmarmi di più, ma questo è il significato usuale del termine, almeno al momento. Alcuni ambientalisti includono gli animali tra le risorse. Con animali in questo caso si intendono solitamente le specie in pericolo o quelle cacciate, e non quelle più diffuse sulla Terra, che più delle altre necessitano di conservazione e ripristino.
Una ricerca condotta presso la University of Chicago ha scoperto che le nostre scelte alimentari incidono almeno quanto le nostre scelte in materia di trasporti sul riscaldamento globale. Studi ancora più recenti e autorevoli effettuati dall’ONU e dalla Pew Commission dimostrano senz’ombra di dubbio che a livello globale il bestiame contribuisce più dei trasporti ai cambiamenti climatici. Secondo l’ONU, il comparto dell’allevamento è responsabile del 18 per cento delle emissioni di gas serra, circa il 40 per cento in più dell’intero settore dei trasporti – autovetture, camion, aerei, treni, navi – nel suo complesso. L’allevamento di animali è responsabile del 37 per cento delle emissioni antropogeniche di metano, che ha un potenziale di riscaldamento globale (GWP) 23 volte superiore a quello della CO2 e del 65 per cento delle emissioni antropogeniche di ossido nitroso, il cui GWP è 296 volte quello della CO2, un valore strabiliante. I dati più attuali quantificano anche il ruolo della dieta: gli onnivori contribuiscono alle emissioni di gas serra sette volte più dei vegani.
Le Nazioni Unite sintetizzano gli effetti ambientali dell’industria della carne in questo modo: allevare animali e fini alimentari (in allevamenti tradizionali o industriali) “è una delle due o tre attività che contribuiscono maggiormente ai più seri problemi ambientali su ogni scala, da quella locale a quella globale.(…)(la zootecnia) dovrebbe essere al centro dell’attenzione politica quando si affrontano i problemi del degrado del suolo, dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento dell’aria, della carenza e dell’inquinamento dell’acqua e della perdita di biodiversità. Il contributo del bestiame ai problemi ambientali avviene su scala massiccia.” In altre parole , se ci preoccupiamo per l’ambiente, se accettiamo i risultati scientifici di fonti come l’ONU (…), mangiare o non mangiare gli animali deve importarci.
Messa in termini più semplici, chi mangia regolarmente prodotti ricavati da animali in modo intensivo non può definirsi ambientalista senza disgiungere la parola dal suo significato”.

Jonathan Safran Foer

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